UN UNIZIO DI CARRIERA LETTERARIA

By romulusletizia

febbraio 7, 2010

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Mi accomiato dall’ editore stringendogli di nuovo la mano e mi allontano verso il cancello della sua villetta. Prima di andarmene lancio un’ ultima occhiata al cognome del titolare della “Fernandel”, la casa editrice presso cui pubblicherò il mio ultimo romanzo, a maggio/giugno 2010. Il cognome è inciso nella pietra, su un muretto accanto all’ ingresso: “Pozzi”, leggo…

Io mi sento soddisfatto come se mi fossi intrattenuto per due ore con la cara vecchia Moana Pozzi rediviva… e invece per due ore non ho fatto altro che parlare a ruota libera di letteratura, elencando le opere che ho scritto, sciorinando le mie convinzioni politiche, religiose, estetiche, subissando l’ editore di domande sul mondo dell’ editoria, per me finora quasi del tutto sconosciuto e impenetrabile.

E’ vero che non sono un autore del tutto esordiente e che nel 2007 ho pubblicato per la casa editrice Eumeswil il romanzo “Alla frutta” (forse ancora reperibile a questo link http://www.ibs.it/code/9788889378335/maggi-c–florin/alla-frutta.html ) ma ormai da due anni non facevo più presentazioni letterarie e non ricevevo più risposte dagli addetti ai lavori del mondo editoriale, pur continuando a inviare in giro i miei manoscritti.

Poi, esattamente una settimana fa, “Fernandel” ha risposto al mio ennesimo “pacco” (una raccomandata senza ricevuta di ritorno) e ha accettato di pubblicare la mia ultima fatica, il romanzo satirico epistolare “Ultime lettere di Romulus Letizia”.

Mi dirigo verso la mia macchina, parcheggiata a poca distanza dalla sede della casa editrice. In una mano tengo il contratto editoriale che ho appena firmato, una paginetta in cui si elencano i dettagli riguardanti la mia pubblicazione e il modo in cui verrò ricompensato, in caso di vendite positive. Il precedente contratto editoriale che ho firmato con Eumeswil l’ ho incorniciato e appeso in cucina, accanto alla mia pergamena di laurea. Bisogna che acquisti un’ altra cornice, prima di tornare a casa.

Salgo a bordo della macchina e immediatamente starnutisco. Oggi non ero in perfetta forma, ma per nessuna ragione al mondo avrei rinunciato al mio appuntamento con l’ editore. Come un untore manzoniano ho ricoperto il povero Pozzi di microbi, parlando fitto fitto per due ore e forse sputacchiando anche, un po’, mio malgrado. Adesso, oltre al mal di gola con cui mi sono svegliato, ho anche la salivazione azzerata e necessità di tracannare al più presto un bicchiere d’ acqua.

In redazione avevo chiesto se potessi bere qualcosa (anche una birra, volendo, in perfetto stile Bukowskiano, per darmi un tono da scrittore maudit) ma purtroppo nella villetta in cui ci trovavamo non c’ erano né frigoriferi né bevande. Tutte le stanze erano invasi dai volumi della casa editrice e da manoscritti di aspiranti scrittori. In compenso mi sono accaparrato a gratis due romanzi di due ottimi scrittori della “scuderia Fernandel”: Federico Platania e Gianluca Morozzi. Li appoggio sul sedile a fianco, vicino alle mappe stampate al computer per trovare Via Col di lana 23, sede di “Fernandel” a Ravenna.

Metto in moto e mi dirigo verso Pieve di Romagna.

Mi attende una lunga sessione di lavoro davanti al computer, sia per pubblicare l’ ennesimo post da cinquecento parole della giornata (questo, cioè…) che per trovare un immagine adatta per la copertina del mio prossimo romanzo: “Ultime lettere di Romulus Letizia”

Da giugno 20010 in tutte le librerie: ora lo sapete…

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